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Banksy's Dismaland: un parco tematico sovversivo


#1

Banksy ha realizzato un parco di divertimenti in Inghilterra con opere di 58 artisti come Damien Hirst e Jenny Holzer. Una distopia sovversiva per adulti.

The Comrades Advice Bureau, where people are shown how to get into bus stop advertising. Photograph: Alicia Canter for the Guardian

http://www.theguardian.com/artanddesign/2015/aug/20/banksy-dismaland-amusements-anarchism-weston-super-mare


#2

Non posso trattenere alcuni commenti, in quanto emigrato nel regno unito.

Bisogna tenere presente che banksy non è molto rispettato dagli artisti con
preoccupazioni politiche in inghilterra. Anzi l¹opinione comune è che non
abbia proprio nulla di sovversivo. I miei studenti ad esempio, specialmente
i più giovani, lo detestano. Sfortunatamente il suo lavoro è diventato
sempre più un ammiccare ai benpensanti che vogliono un po¹ di scandalo, che
veri interventi politici, o quanto meno questioni politiche sollevate con
l¹arte. Ad esempio, i suoi disegni sul muro che separa Gaza da Israele sono
stati molto criticati, visti come un appropriarsi delle miserie altrui per
la propria fama.
L¹anno scorso ha passato un mese a NY, in artist residence, le reazioni del
publico americano mostrano esattemente a chi parli questo tipo di lavoro
(cercate su in google images e youtube).
Qualche estate fa, durante una polemica visiva con una altro graffitaro
storico inglese, Banksi e tal ŒKing Robbo¹ nottetempo cancellavano e
ripittavano a vicenda i lavori dell¹altro. KR per quanto non molto dotato
graficamente ha colto nel segno: di fianco a un cagnetto di banksy spruzzato
sul muro di una magra aiuola commentò ³sit Banksy, good boy² che è quello
che si dice al cane ben educato che obbedisce e non la fa sul tappeto.
Ecco questo per dire che banksy mi sta poco simpatico, lo trovo superficiale
e decandente, e ci tengo a esporre i suoi limiti in quanto sono convinto che
;arte possa avere una voce politica valida. Anche il kit per aprire i
pannelli publicitari delle fermate d¹autobus, in vendita in questa
installazione, è molto più vicino alle trovate di Hirst o degli orribili
Chapman brothers, che per esempio all¹impegno politico di Santiago Serra
(chi fosse andato alla biennale del 2003 magari ricorda il padiglione della
Spagna in cui si poteva entrare solo con passaporto spagnolo).
Inoltre in senso strettamente artistico banksy è noioso, i lavori offrono
già la risposta in modo monotematico. A parer mio, il suo linguaggio è più
vicino alla publicità che all¹arte.
E badate che non ho tirato in ballo i prezzi delle serigrafie che vende in
galleria. Si, si, ci sono anche le Œdonazioni spray¹, in cui fa qualcosa
magari su una porta laterale di un qualche orfanotrofio sfrattato, così che
questi la possano vendere e continuare a prendersi cura dei bambini…
Ottima publicità al costo di una bomboletta di vernice, devo dire.

M


#3

Minchia, @mattia_p l’hai ucciso! Dovresti farne un pezzo più articolato. (anche quella cosa degli “orribili” fratelli Chapman mi interessa. Di loro ho visto solo una cosa, alla punta della Dogana, e mi aveva comunque impressionato).


#4

Ok, @mattia_p banksy non lo puoi soffrire, ma visto che stai in UK cosa pensi del parco tematico? Conosci qualcuno che ci è stato?
Sul radicalismo e sull’addomesticazione dei graffitari: segui i lavori di Blu, per esempio? Io trovo che la sua militanza sia anche il suo limite, per dire, che gli impedisce di parlare a un pubblico più ampio. Qui ad esempio il murale OccupyMordor, qui del contesto.


#5

Non prendetevela, deve essere che ho un brutto carattere: neanche blu mi
piace.
Anzi, a dover scegliere preferisco banksy, anche perchè a volte è spiritoso
e almeno interagisce con lo spazio che usa. Trovo blu invece ripetitivo e
superficiale. Una imitazione di fumetti che piacciono quando da ragazzini.
Si possono costruire molte narrazioni e contesto attorno ai suoi murales e
animazioni (il cui stile è preso di peso da un artista sudafricano di cui
ora mi sfugge il nome), ma visto che si presentano come cose da guardare,
restano fumetti banali.
Entrambi diirei che sono più illustratori che artisti.

M