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Intervista a Varoufakis, ministro greco dell'economia


#1

Paul Mason intervista Yanis Varoufakis per Channel4. Ha le idee molto chiare.


#2

Leggendo i giornali in questi giorni (Guardian, El Pais, Frankfurter Allgemeine per esempio) mi sono fatto l’idea che mentre il governo greco ha fatto in pochi giorni quel che doveva e poteva fare (vincere le elezioni, giurare, formare un governo, prendere le prime decisioni, esporre l’indirizzo politico), il resto delle dichiarazioni dei politici europei e di molti commentatori siano interessanti unicamente sotto il profilo autoreferenziale: noi siamo severi e virtuosi, non come quei PIGS scansafatiche e scrocconi, noi siamo così e cosà, noi definiamo il mondo e i PIGS non osino nemmeno pensare di scrollarsi di dosso il frame in cui abbiamo inquadrato la questione del debito.

In realtà il governo greco sembra voler usare tutte le armi della politica (dell’economia dobbiamo ancora vedere) per dire che il re è nudo, che il frame è una illusione pericolosa e che esistono ancora molti modi in cui la politica può influire (e danneggiare) gli interessi economici.

Definire la politica punitiva di Schaeuble fiscal waterboarding è un interessante ribaltamento dei termini del discorso, e la tranquillità con cui Varoufakis ha preso di petto i nodi della percezione della Grecia nell’opinione pubblica tedesca è sorprendente.


http://blogs.taz.de/wortistik/2015/01/29/fiscal-waterboarding/

Al di là delle parole però i veri punti chiave saranno i due grossi finanziamenti del debito greco che dovranno avvenire a fine febbraio (7 miliardi €) e questa estate (10 miliardi €) con cui potranno pagare pensioni e riforme. Staremo a vedere.

Quelo che è certo è che il nuovo governo greco non è “la più grande vittoria della sinistra italiana dai tempi di Zapatero” (Spinoza o Lercio, non ricordo) né “l’inizio di un contagio che destabilizzerà Italia e Spagna” (FAZ, che ieri aveva un bel Colosseo in home page, quando qui in Italia il parlamento è blindato ed impegnato ad eleggere un notabile democristiano siciliano alla presidenza della Repubblica).


#3

Mah, non provo alcuna euforia, ma escluderei che fosse possibile eleggere un presidente “puro e duro” targato sinistra doc.
Quanto alla Grecia, in cui sono (stata, ora meno) assidua frequentatrice, mi associo alla deplorazione del fiscal waterboarding e aspetto che le “armi della politica” facciano strada a ipotesi di conduzione economica meritevoli d’interesse.


#5

È passato mlto tempo e sembra di essere alla resa dei conti, molto dura. Non faccio scommesse né analisi colte sulla teoria dei giochi, leggo una intervista a uno scritto di Varoufakis che trovo illuminante per capire il suo pensiero e la situazione europea attuale. Money quote:

Instead of radicalising British society, the recession that Thatcher’s government so carefully engineered, as part of its class war against organised labour and against the public institutions of social security and redistribution that had been established after the war, permanently destroyed the very possibility of radical, progressive politics in Britain. Indeed, it rendered impossible the very notion of values that transcended what the market determined as the “right” price.

The lesson Thatcher taught me about the capacity of a long‑lasting recession to undermine progressive politics, is one that I carry with me into today’s European crisis. It is, indeed, the most important determinant of my stance in relation to the crisis.

http://www.theguardian.com/news/2015/feb/18/yanis-varoufakis-how-i-became-an-erratic-marxist


#6

Un’altra cosa interessante, sulla teoria dei giochi di cui Varoufakis si è a lungo occupato e che spinge alcuni osservatori a pensare che la Grecia stia usando una sottile strategia di bluff, stratagemmi e trucchi:

The trouble with game theory, as I used to tell my students, is that it takes for granted the players’ motives. In poker or blackjack this assumption is unproblematic. But in the current deliberations between our European partners and Greece’s new government, the whole point is to forge new motives. To fashion a fresh mind-set that transcends national divides, dissolves the creditor-debtor distinction in favor of a pan-European perspective, and places the common European good above petty politics, dogma that proves toxic if universalized, and an us-versus-them mind-set.


#7

Il pezzo (non un’intervista) di Varoufakis è eccellente, grazie della segnalazione.

Nella mia umile opinione, però, estrarre due paragrafi e marcarli come money quote corre il rischio di far torto alle sue articolate argomentazioni. Sono contenta di aver letto il pezzo nella sua interezza.


#8

È un modo per presentare un testo e spingere alla lettura. Grazie della precisazione @pensieri_oziosi !


#9

Lo so. Ero un po’ indecisa se lasciare il mio commento o no e se alla fine l’ho fatto è proprio per il timore che, a dispetto delle tue intenzioni, quei due paragrafi presi al di fuori dal loro contesto potessero essere più off-putting che invoglianti.


#10

Interessante articolo sulla critica situazione del governo greco, in equilibrio tra pressioni estere e dissenso interno. Da leggere tutto con calma, magari, ma qui alcuni spunti:

Syriza on a Tightrope - Stathis Kouvelakis - Jacobin

Syriza has in fact been confronted with what Costas Douzinas has aptly termed “Europe’s soft coup.” This is a “soft coup” in that it uses monetary weapons and media manipulation rather than tanks (for the moment, anyway) to prevent a ruling party implementing the program for which it received a popular mandate.

[…]

In her capacity as president of the national assembly, Kostantopoulou announced on March 4 the constitution of an international commission for the auditing of the Greek public debt after a meeting with Eric Toussaint, a well-known campaigner for the abolition of sovereign debt and spokesperson of the Committee for the Abolition of Third World Debt, who played a key role in the equivalent commission set up in 2008 by Ecuadorian president Rafael Correa.

This initiative might turn out to be a virtual bomb in the process of renegotiation of the Greek debt, categorically refused so far by the EU, since it puts into question its sheer legitimacy and aims at opening up sensitive files such as arms contracts approved by previous governments or cases of corruption such the one involving Siemens, one of the top German corporations.